Messaggio di inizio anno scolastico

Inizia un nuovo anno scolastico e, come ogni settembre, ci ritroviamo con la sensazione di ricominciare. Nuovi progetti, nuove classi, nuovi incontri, nuove responsabilità. Ma anche le stesse domande che, ogni anno, accompagnano il nostro lavoro: che cosa significa educare? Che cosa significa imparare? 

In questi mesi, guardando ciò che accade nel mondo, è difficile non avvertire una certa inquietudine. Guerre, conflitti, violenze, contrapposizioni sempre più radicali sembrano dirci che l'umanità, nonostante la propria storia, la propria cultura e il progresso raggiunto, fatica ancora a imparare dai propri errori.

Viene allora alla mente la domanda di Salvatore Quasimodo, nella poesia Uomo del mio tempo: «Sei ancora quello della pietra e della fionda». Una domanda scritta molti decenni fa, ma che conserva una sorprendente attualità. L'uomo sembra cambiare, costruire strumenti sempre più sofisticati, raggiungere conoscenze impensabili, e tuttavia rischia ancora di ricorrere alla violenza, alla sopraffazione, alla contrapposizione come risposta ai propri conflitti. 

Forse è proprio qui che dobbiamo riscoprire il senso più profondo della scuola. La scuola non può cambiare da sola il corso della storia, ma può contribuire a formare persone capaci di comprenderla. Studiare significa imparare a riconoscere le conseguenze delle scelte, a distinguere le cause dagli effetti, a comprendere la complessità, a non lasciarsi ingannare dalle semplificazioni. 

Allo stesso modo, imparare non significa semplicemente accumulare conoscenze. Significa acquisire gli strumenti per leggere il presente e orientarsi dentro di esso. Ogni giorno, nella nostra scuola, abbiamo l'opportunità di esercitarci in questo. Lo facciamo quando impariamo ad ascoltare un punto di vista diverso dal nostro, quando discutiamo senza aggredire, quando riconosciamo un errore e proviamo a correggerlo, quando ci assumiamo la responsabilità delle nostre azioni, quando scegliamo le parole con cui rivolgerci agli altri. 

Sono scelte apparentemente piccole, ma hanno un valore enorme. Perché è nella quotidianità che si costruisce la capacità di vivere insieme. E chi impara a rispettare l'altro nella propria classe, nel proprio gruppo, nella propria scuola, sarà più preparato, domani, a confrontarsi con realtà più grandi e complesse. 

Per questo vorrei che la nostra scuola continuasse ad essere soprattutto un ambiente sereno, nel quale ciascuno possa sentirsi accolto e riconosciuto, un luogo nel quale sia possibile imparare che la libertà di ciascuno incontra necessariamente la libertà degli altri. Il mondo che consegniamo alle nuove generazioni non è semplice e non possiamo avere certezza del domani. Possiamo però aiutare i nostri ragazzi a costruire gli strumenti per affrontarlo: la conoscenza, il pensiero critico, la capacità di scegliere, il rispetto dell'altro e la consapevolezza che ogni nostra azione, anche la più piccola, contribuisce a costruire il mondo nel quale viviamo.

Che questo nuovo anno scolastico sia dunque un tempo per imparare a conoscere, a pensare, a scegliere e a stare insieme.

Buon anno scolastico a tutti noi.